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IL RESTAURO A CANTIERE APERTO DEI “GRANDI BRONZI” DI PALAZZO MASSIMO

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Il Museo Nazionale Romano ha avviato nel mese di dicembre la manutenzione conservativa straordinaria dei cosiddetti Grandi Bronzi, il Pugilatore in riposo (I secolo a.C.) e il Principe ellenistico (II secolo a.C.), conservati presso la sede di Palazzo Massimo a Roma.  Il progetto, sostenuto dai Mecenati di Galleria Borghese-Roman Heritage Onlus, consente al pubblico, grazie all’allestimento del cantiere di restauro, di assistere alle varie fasi dell’intervento, la cui conclusione è prevista per metà febbraio.

Così Mirella Serlorenzi, responsabile di Palazzo Massimo, illustra l’iniziativa: «Abbiamo scelto questa modalità di cantiere aperto affinché il pubblico potesse vedere da ogni angolazione, attraverso quattro vetrate, tutte le operazioni che in esso vengono svolte. In questo modo non solo non abbiamo sottratto le statue alla fruizione ma, anzi, abbiamo offerto un valore aggiunto, mostrando il dietro le quinte di una fondamentale attività di un museo. Inoltre il pubblico, nella sala adiacente a quella in cui avviene la manutenzione, può assistere a un filmato, appositamente realizzato, che illustra tutte le fasi di quanto viene svolto».

Aggiunge Ida Anna Rapinesi, restauratrice responsabile del progetto: «La necessità del presente intervento conservativo è stata confermata da una serie di indagini diagnostiche, non invasive, eseguite in collaborazione con il laboratorio di fisica dell’Iscr. Tali analisi hanno evidenziato come i protettivi utilizzati nell’ultimo intervento del 2005 presentassero alterazioni. Una volta asportati i protettivi alterati, sarà poi applicato un inibitore di corrosione, affinché il rame non subisca processi di degrado.

È fondamentale, seguendo i precetti brandiani di conservazione preventiva, che queste operazioni vengano eseguite secondo una regolare periodizzazione, al fine di evitare restauri più importanti. Ovviamente il risultato finale non sarà così evidente, ma verranno rimossi i leggeri offuscamenti sulla superficie delle opere, ad esempio, nel “Pugilatore” si interverrà sugli inserti in rame, come le labbra, e sulle parti ageminate, le ferite, esaltandone le magnifiche differenze cromatiche».

Fonte: Il giornale dell’arte

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