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LIVE FROM POMPEI: UNA SORPRESA CONTINUA

Pompei non smette mai di stupirci, è stato un anno di scoperte meravigliose, ripercorriamolo insieme:

Credits: Luigi Spina

TERMOPOLIO 

Nei nuovi scavi ripresi all’interno del progetto di manutenzione e restauro della Regio V riaffiora un Termopolio perfettamente conservato con l’immagine di una ninfa marina a cavallo e animali con colori talmente accesi da sembrare tridimensionali. Ma a stupire è il ritrovamento nei recipienti del Termopolio di tracce di alimenti che venivano venduti in strada. Era infatti abitudine dei pompeiani quella di consumare all’aperto cibi e bevande calde. Gli specialisti del Parco archeologico di Pompei stanno già studiando il materiale per verificare quanto questa scoperta possa ampliare le conoscenze sulle abitudini alimentari di età romana.

L’impianto commerciale dove è riaffiorato il Termopolio era stato indagato solo in parte nel 2019, durante gli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici. Considerata l’eccezionalità delle decorazioni e al fine di restituire la completa configurazione del locale, ubicato nello slargo all’incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi, si è deciso di estendere il progetto e di portare a termine lo scavo dell’intero ambiente in modo da proteggere con un restauro adeguato l’intero contesto.

Di fronte al Termopolio, nella piazzetta antistante, erano già emerse una cisterna, una fontana e una torre piezometrica per la distribuzione dell’acqua, dislocate a poca distanza dalla bottega già nota per l’affresco dei gladiatori in combattimento.

CARRO DA PARATA 

Lo scavo della villa suburbana in località Civita Giuliana (condotto nell’ambito dell’attività congiunta tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, avviata nel 2017 e alla luce del Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2019, finalizzati al contrasto delle attività illecite ad opera di clandestini nell’area) ha restituito un carro da parata a quattro ruote in ottime condizioni di conservazione. Si tratta di un carro cerimoniale con elementi in ferro, decorazioni in bronzo e stagno, resti lignei mineralizzati, impronte di elementi organici (dalle corde a resti di decorazioni vegetali), ed è stato ritrovato nel portico dove già nel 2018 erano riemersi i resti di tre equidi. Secondo gli esperti del Parco si tratta di “un ritrovamento eccezionale, non solo perché aggiunge un elemento in più alla storia di questa dimora, al racconto degli ultimi istanti di vita di chi abitava la villa, e più in generale alla conoscenza del mondo antico, ma soprattutto perché restituisce un reperto unico (mai finora rinvenuto in Italia) in ottimo stato di conservazione.

DUE UOMINI

Nel Parco Archeologico di Pompei sono stati ritrovati i resti umani di due vittime della grande eruzione del Vesuvio del 79 d.C., finora sconosciuti. Appartengono a due uomini, secondo la ricostruzione degli archeologi riportata da Ansa, «un quarantenne avvolto in un caldo mantello di lana e il suo giovane schiavo». La scoperta, ha spiegato il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna, è importante anche perché è stato possibile realizzare dei calchi di gesso dei resti, come quelli risalenti alle ricerche archeologiche ottocentesche che diffusero nel mondo l’aspetto degli abitanti di Pompei. L’ultima volta lo si era provato a fare negli Novanta, ma il tentativo era fallito.

GRANDE AFFRESCO NEL VIRIDARIUM DELLA CASA DEI CEII

E’ finito il restauro del grande affresco che decora la parete di fondo del viridarium (giardino) della Casa dei Ceii. Si tratta della raffigurazione di una scena di caccia con animali selvatici, eseguita sullo sfondo di un paesaggio che ricorda l’Egitto, con tanto di animali del Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali. Si trattava di soggetti spesso ricorrenti nella decorazione dei muri perimetrali dei giardini pompeiani. In questo caso, con ogni probabilità, secondo gli esperti del Parco Archeologico di Pompei, il tema delle pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a Pompei negli ultimi anni di vita della città.
Non si tratta di una nuova scoperta del 2020, ma poterlo ammirare restaurato è sempre come rivederlo per la prima volta. 🙂

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